Walter, Gordinho a chi?

Essere calciatore, oggigiorno, vuol dire essere un esempio. Per i ragazzini, quelli che ti proclamano idolo e crescono nel tuo mito. Per i grandi, coloro per cui sei la valvola di sfogo del weekend, dopo la settimana di lavoro.

Essere calciatore, oggigiorno, è sì sinonimo di bella vita e tanti soldi, ma anche di talento, personalità, e cura della propria immagine. Lo vediamo quotidianamente, con le varie campagne pubblicitarie che inneggiano alla potenza di Cristiano Ronaldo, alla semidivinità di Ibrahimovic, alla tecnica di Messi. Beh, che dire: dopotutto, è anche giusto così, perché è anche grazie a questo che il calcio assume spettacolarità.

Poi, c’è lui.

Già, lui, mister Walter Henrique da Silva, di professione, calciatore, nato a Recife, nello stato del Pernambuco, classe 1989. Uno smisurato talento, un’infanzia molto difficile, e… una stazza fisica non indifferente. Fatta, però, non di muscoli, bensì di.. tanta ciccia, dovuta a una dieta non proprio esemplare. Fatta di merendine, e troppe bibite gasate.

A tal punto da attirare su di sé le attenzioni dei media, a tal punto da diventare un personaggio noto in patria per via di quel fisico troppo pesante per un attaccante chiamato a trascinare l’Atletico Paranaense, squadra per cui segna da due stagioni, dopo un’esperienza non esaltante al Fluminense, e dopo aver fatto bene con il Goiàs, la prima di tutte queste squadre ad averlo preso in prestito. Dal Porto, con cui ha vinto una campionato e una coppa di Portogallo nella stagione 2010-2011, in una squadra piena di talento: basti pensare che i compagni di reparto di Walter erano Hulk, Varela e Radamel Falcao, con Fredy Guarìn a esaltare in zona mediana.

Altri tempi, stesso Walter. Sempre possente, sempre abbastanza incisivo, perché la sua media gol è buona, per dire: tra campionato e coppe, con il Porto mette dentro 16 gol in 31 partite. Di fatto, una rete ogni due presenze. Non male.

Il peso, dicevamo: punto debole? O punto di forza? Lui, ha sempre saputo che il suo stile di vita non era il massimo. Lui ha sempre ammesso di adorare i dolci, soprattutto prima di dormire, e dunque: quelli che fanno più male. Bibite zuccherate e gassate, cibo spazzatura, ma tanto talento, lo stesso talento che gli fa rispondere sul campo alle critiche piovutegli addosso da Edinho, ex calciatore brasiliano, difensore della selecao dal 77 all’86, con un bel trascorso all’Udinese, negli anni ’80. Attualmente, Edinho, è un opinionista televisivo, ed è uno di quelli che ha puntato il dito contro Walter. “E’ grasso – dichiarò lo scorso agosto, commentando la sfida del Furacao contro il Palmeiras – non so come l’Atletico lo schieri in campo”.

Walter, segnò in quella partita. Walter ascoltò le dichiarazioni di Edinho, replicò sui social, insomma: non la prese bene. E forse, fu anche per quella, ennesima voce, sulla sua forma fisica, che ascoltò il consiglio di Alecsandro, suo grande amico, attaccante proprio del Palmeiras. “Dimostra chi sei”, gli disse, un giorno, la punta del Verdao. “Dimostra che puoi avere una vita sana”.

E la dieta iniziò, con Walter che da quel momento decise di togliere di mezzo bibite gasate e dolci. Tanto sudore, tanti chili persi. Certo, oggi non è un figurino, resta comunque un bomberone là davanti, di quelli che quando prende il pallone non glielo togli mai, perché provaci, tu, a spostarlo da dov’è.

Più asciutto, ma non meno forte. L’ha avuta una piccola crisi da gol, nella prima parte del 2016, poi lo show contro il Coritiba, nella finale di ritorno dell’ultimo Paranaense. Gol, vittoria del Furacao, ed esultanza sotto la curva. La più bella risposta alle tante critiche nei suoi confronti. E tanta voglia ancora di divertirsi, in questo Brasileirao che ci sta facendo fare tante notti, sulla tvdellosport.

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