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TRIBUNA, REAL O JUVE: QUALE FUTURO PER GIGIO?

L’addio è stato annunciato, Ma non si è ANCORA CONSUMATO. Perché se è vero che tra il Milan e Gigio Donnarumma si è venuta a creare una frattura a questo punto insanabile, è anche vero che il cartellino, fino al giugno 2018, appartiene ai rossoneri. E qui, entra in gioco Mino Raiola, il grande manovratore, quello che in queste situazioni ci sguazza, perché sa di avere in mano il pallino del gioco. Intendiamoci: il club, teoricamente, potrebbe impuntarsi e spedire il ragazzo in tribuna per un anno, senza fargli vedere il campo. Ipotesi di difficile realizzazione – visto che in questo modo, tra un anno, il Milan lo perderebbe a parametro zero – ma che al procuratore italo-olandese, potrebbe perfino andare bene, visto che l’affare Pogba ha insegnato quanto le mega commissioni possano arricchire i procuratori. Dovendo a quel punto mediare solo col club di destinazione, Raiola, avrebbe un’occasione in più per arricchire il proprio conto in banca, ma al momento questo non è lo scenario più probabile. Perché il Milan, che pure la darebbe una bella lezione al ragazzo, sa quanto sia importante monetizzare in questo momento, e i 30\35 milioni di valutazione attuale di Donnarumma, fanno comodo. Il primo interlocutore sarà il Real Madrid, che ha presentato al portiere una proposta da sei milioni di euro a stagione più bonus, prontamente comunicata da Raiola alla famiglia Donnarumma. Poi, più defilata ma non troppo, c’è la Juventus, che tiene Sczesny in standby, e intanto valuta il talentino classe ’99 come potenziale erede di Buffon, che ha già annunciato che l’anno prossimo sarà l’ultimo, e dunque per dodici mesi potrebbe coesistere con quello che tutti considerano il suo successore, a livello nazionale.  Poi, certo, il Milan dovrà anche fare i conti con il proprio futuro portiere, che al momento non ha un nome, visto che Plizzari è giovane e forte ma affidare a un classe 2000 un ruolo di tale responsabilità a inizio stagione, significherebbe mettergli addosso una pressione ben più alta di quella provata da Donnarumma, che due stagioni fa, aveva sì diciassette anni, ma ebbe la possibilità di scalare lentamente le gerarchie, e togliere il posto a Diego Lopez. Si pensa a Neto, in uscita dalla Juventus, o allo stesso Sczesny che – visto lo stallo attuale in casa Juve – ora è entrato nel mirino un po’ di tutti.

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