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PRIMAVERA INTER, LA VITTORIA DI UNA SQUADRA PLASMATA DA VECCHI

Una stagione che tutti i protagonisti in casa Inter difficilmente dimenticheranno. Lo scudetto cucito sul petto dopo un lavoro di un anno fatto di tanti bassi Ma anche e soprattutto di rivincite. Iniziata la stagione con la batosta della supercoppa e l’eliminazione poi dalla coppa Italia sempre per mano dello stesso avversario la Roma, il volo verso l’alto è ripreso subito dopo inanellando vittorie dopo vittorie e aggiudicandosi le final eight con anticipo. Rivincite dicevamo, come quella in semifinale scudetto contro quella roma che era stata la bestia nera, una prestazione quasi perfetta a livello difensivo con il gol di Emmers che consegna le chiavi della finale. L’ultimo atto poi porta i segni di due uomini chiave, Vanheusden e Pinamonti due giocatori pronti per essere dei professionisti, due giocatori che rappresentano il lavoro del settore giovanile tra talenti scoperti in giro per l’Europa e talenti nostrani. Loro gli uomini copertina, ma è lo scudetto di Emmers, di Rivas e di Carraro che a centrocampo hanno dato qualità e quantità. Tutti e tre cresciuti tanto, tantissimo nel corso dei mesi Fino a diventare inamovibili nell’11 di vecchi. Mattioli cagnano gravillon gli uomini di una retroguardia che è riuscita a far fare il minimo lavoro a Digregorio, un estremo difensore che tranne pochissimi errori è sempre stato impeccabile. Una squadra che è riuscita a fare a meno del suo allenatore per diverse settimane ma che rappresenta a pieno proprio il carattere di stefano vecchi. Un allenatore dei grandi prestato al settore giovanile, un vincente per far tornare a vincere l’Inter. Allenamenti sempre mirati per migliorare giorno dopo giorno, usando più il bastone che la carota ma facendo capire sempre il perché . Stefano Vecchi è stato l’artefice di tutto, per lui e per lo staff Missione compiuta.

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