Rinascita dei nerazzurri?

Un motore che sembrava rotto, un pilota olandese che non sembrava all’altezza della vettura e 11 ingranaggi che apparivano agli occhi di tutti come incapaci di girare assieme. Poi, come al solito, il campo ha sovvertito tutto, e tutto ha preso una forma diversa in base ai risultati. Da una parte c’è De Bur che sta iniziando a parlare italiano, dall’altra un’Inter che sta cominciando a capire l’olandese. Risultato? Neroazzurri al terzo posto a meno due dalla schiacciasassi bianconera e tifosi che tornano ad aprire il cassetto dei sogni e magari anche quello dei ricordi, pensando a Ronaldo e vivendo con l’arrivo di Gabigol la speranza di avere nuovamente in attacco un brasiliano capace di ribaltare da solo le partite e di trascinare in alto la squadra. A dire la verità però uno così in attacco l’Inter ce l’ha già e il suo nome è ben noto a tutti, ovvero Mauro Icardi. Già perchè se i pareri e giudizi sull’Inter di De Bur si sono completamente rovesciati, buona parte del merito, o forse anche tutta, la si deve a chi la palla la butta nel sacco. 7 i gol realizzati finora dai neroazzurri e 6, anzi diciamo pure 6 e mezzo, li ha messi a segno proprio il capitano argentino, che contro la Juve oltre a timbrare come sempre il cartellino ha offero a Perisic in occasione del definitivo 2-1 un cioccolatino da scartare che da solo sarebbe valso il prezzo del biglietto. Guai però a parlare di Icardi dipendenza perchè in casa Inter quello che conta di più, soprattutto stando alle parole, per la prima volta in italiano, di Frank De Bur, è il gioco di squadra, la forza di gruppo e il valore del collettivo. Tutte cose che, non ce ne voglia Mancini, nelle corde interiste mancavano da tanto tempo, probabilmente da quando un certo Josè Mourinho volò a Madrid alla corte di Florentino Perez. Un gioco corale dunque, pensato dal tecnico olandese, concretizzato in campo da interpreti finalmente all’altezza della situzione e finalizzato da chi sa far molto bene il mestiere del bomber, ovvero Icardi. Cosa manca ora? Forse probabilmente la continuità dei risultati, anche se le ultime tre vittorie consecutive tra Pescara, Juventus ed Empoli, che non si vedevano da tempo, rappresentano l’incipit che potrebbe fare davvero da anticamera alla definitiva rinascita neroazzurra.

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