Proprietà straniere, il calcio può tornare al Top

Questo, purtroppo per i tifosi, è un calcio senza più regole e senza più spazio per romanticismi e sentimentalismi. Quello di oggi è un calcio che per vincere ha come sempre bisogno dei campioni, gli stessi che tuttavia per essere convinti a cambiare casa hanno bisogno di un buon progetto, ma soprattutto di soldi. Già, il vile denaro, quello che negli ultimi anni ha costretto i vari Moratti e Berlusconi ad abbandonare la propria creatura per lasciare spazio a chi ha possibilità economiche certamente ben più consistenti. Così non c’è da stupirsi se per vedere tornare il Milan ai vertici del calcio mondiale è strettamente necessaria la cessione del club e il passaggio di proprietà alla cordata cinese capitanata da Yong Hong Li e da Han Li. Un discorso di soldi e non più di cuore quindi. Lo stesso che magari non farà felici i tifosi sentimentali, probabilmente all’inizio, ma che ovviamente verrà visto con un occhio diverso una volta che i cosidetti cinesi non avranno problemi ad accontentare il proprio tecnico strappando alla concorrenza i giocatori più ricercati d’Europa e non solo. Un po’ quello che sta succedendo in casa Inter, che prima è passata da Moratti a Erick Thoir e successivamente dalle mani di quest’ultimo a quelle di Zhang Jindong, proprietario di Suning, ovvero quel colosso che nell’ultimo mercato ha regalato nell’ordine i vari, Candreva, Joao Mario e Gabigol, mettendo a bilancio, senza avere troppi problemi, cifre che i fan interisti non vedevano uscire dalle tasche della dirigenza neroazzurra davvero da tanto tempo. Del resto basta dare un occhio a quello che succede fuori dall’Italia per capire che ormai il calcio è fatto così. Se ci si sposta in Premier League per l’appunto gli esempi più lampanti sono senza dubbio il Chelsea, che prima dell’avvento di Abrahmovic faceva davvero fatica a trionfare in patria e non solo, ma anche lo stesso Manchester City, passato nelle mani degli sceicchi in grado di costruire anno dopo anno una vera e propria corazzata capace di dire la sua in campionato ma anche in Champions. Così come il Paris Saint Germain, che prima dell’arrivo di Nasser Al-Khelaifi, giocatori del calibro di Ibrahimovic, Cavani, Luca Moura e Thiago Silva tanto per citarne alcuni, li avrebbe solamente potuti sognare di notte. Dunque la strada è tracciata. Poco spazio al cuore e tanto al vile denaro, protagonista come al solito della rinascita dei club che vogliono strettamente puntare sempre più alto.

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