Pioli, potenziatore dell’Inter

Allenatore, ok. Traghettatore? Assolutamente no. Potenziatore, ecco. Così si definisce, e così pretende che venga considerato Pioli, allenatore di un’Inter che vuole, dunque, potenziare, e se vuole farlo ci sarà un motivo, vuol dire che questa squadra no, non sta dando il 100%. L’insediamento di Pioli alla Pinetina è ufficialmente iniziato, e a quanto pare procede bene in queste primissime battute, considerando la convinzione che l’ex allenatore della Lazio ha palesato in conferenza stampa. Uno dalle idee chiare, uno di quelli che sa di dover risollevare le sorti di un’Inter che ha bisogno di concentrarsi, dimenticare il passato recentissimo e guardare avanti verso un futuro prossimo che dovrà riportare le dovute soddisfazioni a un ambiente ferito e amareggiato per quanto successo con Mancini e quanto non riuscito a fare con De Boer.
Di certo, Pioli sa che dovrà correre rischi. Dopotutto, De Boer è caduto proprio nel tranello della presunzione di poter fare abbastanza in poco tempo, con un’Inter non pronta fisicamente e mentalmente, ma neanche capace di fare, il più delle volte, il minimo indispensabile. Si pensa a un trequartista, adesso, con un Pioli che è uno di quelli a cui piace fare esperimenti; si pensa a come si possa costruire uno schema per la squadra, e non viceversa come è solito fare troppo spesso, al giorno d’oggi. E magari, ritrovare utilità in alcuni elementi che adesso sono fuori dal giro, il primo tra tutti Gabigol, che con De Boer era addirittura dietro a Jovetic, gerarchicamente parlando. 
Dunque, Pioli al lavoro, in questi giorni di sosta, in questo periodo tranquillo ma importante, per calarsi nella parte, conoscere l’ambiente, ridare vigore a un’Inter che spera di aver piazzato, stavolta davvero, l’uomo giusto al posto giusto.

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