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INTRIGO DONNARUMMA; E’ RAIOLA VS MIRABELLI

Era chiaro, giovedì, scorso che la “decision” di Donnarumma avrebbe fatto scorrere fiumi di inchiostro e di parole.
Prevedibile si innestasse la macchina infernale delle dichiarazioni incrociate e delle contestazioni al ragazzo bersagliato anche con l’Under 21 dove è stato oggetto di un deplorevole lancio di Banconote finte.
Il romanzo/thriller Donnarumma si arricchisce di un nuovo capitolo di quelli succosi.
L’intervista concessa a un gruppo ristretto di colleghi da Raiola ha scoperchiato in parte un pentolone in cui bolle di tutto.
Secche, nette, incisive le frasi del superprocuratore che senza mezzi termini si è scagliato contro il ds Mirabelli accusato di aver messo alle strette pressando senza sosta Donnarumma arrivando all’aut aut o rinnovi o non giochi.
Raiola ci ha messo il carico quando ha detto che Mirabelli ha martellato il suo assistito con metodi in uso in realtà del Sud di anni fa da cui la stoccata questa società ha ereditato un marchio ma non lo stile.
Era chiaro che i due non si fossero mai presi mentre parole di rispetto sono arrivate verso Marco Fassone definito amico da Raiola che non ha, però, lesinato attacchi alla società di cui Fassone è amministratore delegato affondando il coltello quando parla di nessuna tutela riferendosi al caso dello striscione appeso all’esterno di Casa Milan.
Un ambiente ingestibile secondo Raiola che riferito anche di minacce di morte a tutta la famiglia Donnarumma, meglio, allora, levare le tende.
Già quando adesso o tra un anno a zero magari dopo una stagione vissuta nella tempesta?
Prima della versione Raiola erano arrivate le parole di Mirabelli che ha tessuto le lodi del Gigio giocatore e persona allontanando ipotesi di panchina o tribuna pilotata.
Sulla stessa falsariga la risposta di Fassone che ha usato un pizzico di bastone con Raiola, sottolineando come la regia di tutto sia stata sua, e riservato tanta carota e carezze a Donnarumma tenendo spalancata la porta per una riapertura della negoziazioni, stando alle parole di Raiola mai veramente iniziate.
Uno scenario inimmaginabile adesso col Milan che si guarda intorno accelerando su Perin e in attesa di capire se arriverà un offerta che non sappia di svendita da Madrid, Torino o chissà dove.
Di certo questo tritacarne conviene a Raiola magari ma poco a tutto il nostro calcio e, soprattutto, a Gigio che, d’ora in poi, dovrà avere spalle non grandi ma enormi.

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