Da Mertens a Brozovic, tanti casi aperti

Infelici e scontenti. Potrebbe essere questo il leitmotiv più adatto per alcuni giocatori della nostra Serie A, ai quali sono bastate appena 7 partite e una pausa per le nazionali per tirare le prime somme, ma soprattutto per tirare fuori i primi malumori legati ovviamente alle presenze in campo. Già, la pausa per le nazionali, ovvero quella sosta durante la quale i cosidetti scontenti, aspettano di mettere piede nei ritiri delle proprie selezioni per esternare i problemi, talvolta anche tramite le parole dei propri procuratori. E il primo sfogo in ordine cronologico è arrivato direttamente dal Belgio, dove Dries Mertens è apparso davvero stufo di veder relegato in panchina il suo talento e di vivere sempre peggio la consueta staffetta con Insigne. “Capisco di non poter giocare tutte le partite, ma una gara su due per me è davvero troppo poco”, le parole dell’esterno partenopeo. Simili a quelle uscite dalla bocca dell’agente di Neto, ex portiere della Fiorentina accasatosi alla Juventus nell’estate del 2015, ma fin qui poco utilizzato da Max Allegri. Ecco quindi lo sfogo di Stefano Castagna, che in merito alla vicenda legata al suo assistito ha tenuto a precisare che la società bianconera non ha rispettato i patti e che, andando avanti di questo passo, il percorso di crescita promesso al portiere brasiliano non avverrà mai. Giusto quindi pensare ad una nuova sistemazione già nel prossimo mercato di gennaio, la stessa che probabilmente in casa Juve sta già cercando da tempo Stefan Lichtsteiner, chiuso dall’arrivo di Dani Alves e pronto, stando alle sue parole “Questa situazione non fa proprio per me” a cambiare aria il prima possibile. Un’aria che sembra diventata irrespirabile anche per Marcelo Brozovic, che dopo essere stato messo fuori squadra per comportamenti poco professionali, sta provando a riconquistare la fiducia della società e del mister, senza però chiudere le porte ad un suo possibile cambio di maglia durante la prossima sessione di mercato. Così come Lapadula, arrivato al Milan con l’idea di sostituire un Bacca dato per sicuro partente, e ora costretto ad ammirare dalla panchina il colombiano fare quello che in cadetteria lui era solito fare con il Pescara, squadra che, stando alle parole del presidente Sebastiani, sembrerebbe però pronta a riabbracciarlo già a gennaio. Insomma malumori, dissapori, rabbie ed inquietudini difficili da risolvere in breve tempo, con i binari della Serie A sempre più intasati dai treni degli scontenti.

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