Atalanta, una Dea in Paradiso

Una matricola terribile, capace di battere avversari più quotati. Una definizione che lo scorso anno è stata data al Leicester di Claudio Ranieri, ma si calza a pennello anche alla banda Gasperini. Una dea che in campionato vola, in alto senza paura di cadere perché se a guidarla in panchina c’è un veterano in campo c’è la spavalderia e l’incoscienza soprattutto dei classe 94. Giovani e forti, non è un motto ma la realtà. E non è un caso se l’inerzia di un campionato partito male con lo spauracchio anche dell’esonero per il gasp, è cambiato proprio quando in campo a prendere le redini del gioco ci hanno pensato quei baby fenomeni a disposizione degli orobici. La cantera dei bergamaschi è sempre stata prodiga di giocatori talentuosi, quest’anno poi il mix sembra aver preso il volo. Eppure tutto era partito male, in bilico il tecnico e le scelte. Nelle prime 5 gare 4 sconfitte e una sola vittoria, 6 gol fatti e 13 subiti. Ruolino di marcia da dimenticare. È così è stato perché nelle successive 7 partite sono arrivate 6 vittorie e un pareggio ovvero 19 punti in classica. Se si analizzassero solo gli ultimi sette incontri la dea sarebbe prima. Ecco che il paragone con le foxes prende il largo, e a Bergamo iniziano a sognare, se sia esagerato o meno sarà il campionato a dirlo, da squadra disastro a regina della serie A. Conti Caldara Petagna e Gagliardini i giovani del presente e del futuro. Non è un caso che tutti e 4 indossano la maglia della nazionale, tra la maggiore e l’under21. una mentalità nuova che gasp è riuscito a impartire, per un cambio di rotta che adesso è una bellissima realtà. Lui che con i giovani ci ha sempre lavorato più che volentieri, riuscendo a farli maturare come pochi suoi colleghi. I risultati sul campo si vedono. Sognare a Zingonia adesso è un diritto è un dovere.

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