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Sensazioni positive sulla Nazionale

Di Nazionale si tornerà a parlare fra un mesetto, ma le sensazioni che Ventura si porta dietro dal doppio impegno con Francia e Israele se non autorizzano quel “tiro al piccione” che aveva tanto infastidito il ct, quantomeno fanno suonare il primo campanello d’allarme. Fra le cose da salvare dopo il 3-1 in Israele che ha regalato agli azzurri i primi tre punti nella rincorsa mondiale, ci sono il risultato e le prove di Verratti e Pellè, uno leader del centrocampo, l’altro – al momento – imprescindibile per spirito di sacrificio e prolificità. Per il resto – fatti i dovuti complimenti a Immobile, capace di chiudere i conti da subentrato – ci sono tante sufficienze e poco altro, con la sgradevole sensazione che il furore agonistico della gestione Conte sia già solo un ricordo, che ha lasciato spazio a qualche evidente limite strutturale. Se poi si aggiungono gli scricchiolii della difesa – unica vera garanzia azzurra – c’è poco da stare allegri. La serata disastrosa di Chiellini, responsabile del gol dell’1-2 di Ben Haim ed espulso al decimo della ripresa con il punteggio ancora in bilico, è la fotografia di un’Italia che le proprie certezze dovrà ricostruirsele pezzo per pezzo. E questo compito spetta a Giampiero Ventura, che intanto porta a casa il primo successo da ct, ma con la testa è già al 6 ottobre – quando allo Juventus Stadium arriverà la Spagna, giustiziera 8-0 del Lichtenstein all’esordio, e rivale diretta per eccellenza in un gruppo G che – come tutti gli altri – promuoverà la prima e rimanderà agli spareggi la seconda.

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