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Gli allenatori si dedicano al campionato

La pausa della Serie A ha permesso di dedicarsi ad alcune analisi riguardanti le prime due giornate di campionato e quello che potrà dire questa stagione 2016/2017.

Sono tanti gli allenatori italiani che siedono sulle panchine della massima serie, 16 su 20, se si considera che Frank De Boer è subentrato a Mancini solamente il 9 agosto, dopo che per diverse settimane risultava palese un’insofferenza del tecnico jesino nei confronti della nuova dirigenza targata Suning.

Allenatori nostrani in gran numero, a fronte di molti attaccanti, decisivi, che arrivano dall’estero e che hanno trovato il loro habitat naturale nel BelPaese.

Non c’è solo Gonzalo Higuain a dettare legge in Serie A, passato tra l’altro da un’italiana all’altra e già sul tabellino dei marcatori nei primi 90 minuti in maglia Juventus, contro la Fiorentina di Paulo Sousa, un altro dei 4 tecnici stranieri.

Per restare a Firenze, anche Kalinic fa parte di quella schiera di centravanti che nell’ultima stagione hanno gonfiato con una certa frequenza la rete avversaria. Il croato è stato obiettivo di mercato del Napoli, orfano del Pipita, dopo aver preso dall’Ajax Arkadiusz Milik e offerto una cifra considerevole per Mauro Icardi.

Il capitano dell’Inter è rimasto a Milano, legittimando la sua importanza al centro del reparto offensivo nerazzurro, mentre il polacco alla corte di Sarri si è presentato al San Paolo con una doppietta inflitta al Milan, senza fare troppo rumore.

Chi di rumore, invece, ha rischiato di farne, lasciando Milanello per accasarsi in Premier League, è Carlos Bacca. 30 milioni sul piatto e partenza già messa in programma, poi dietrofront ed esordio in campionato con tanto di tripletta, inflitta al Torino dell’ex Mihajlovic.

Non passano, di certo, in secondo piano nomi come quelli di Paulo Dybala, eccezionale lo scorso anno e pronto a confermarsi, Edin Dzeko, criticato la scorsa stagione e voglioso di prendersi la proprio rivincita, e del duo partenopeo formato da Mertens e Callejon, che partono larghi nel tridente proposto da Maurizio Sarri, ma che vantano un’efficienza degna di un centravanti di razza.

Tanti, tantissimi attaccanti stranieri che si dimostrano, giornata dopo giornata, in grado di spostare gli equilibri, ma fermi tutti, perché gli italiani non solo scalpitano, ma trovano la rete con grande regolarità.

Citofonare ai vari Belotti, capocannoniere del campionato con 4 gol, considerando i 2 errori dal dischetto che tanto hanno fatto infuriare Mihajlovic. Sorridono anche Sassuolo e Genoa, perché Berardi e Pavoletti fanno sul serio e hanno cominciato con il piede giusto questa stagione come pochissimi hanno saputo fare.

Sono solamente 2 le giornate che sono state giocate, ma la carne al fuoco è già molta, mettendo in luce tutti gli ingredienti necessari a pronosticare una grande stagione in Serie A.

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